A Naz-Sciaves l’hotel si specchia nel lago

Una sosta al Seehof-Nature Retreat, buen retiro dal design ricercato vicino a Bressanone.

È attorno al grazioso, pittoresco lago alpino di Flötscher Weiher che fiorisce – letteralmente, come vedremo – la vita del “Seehof – Nature Retreat” a Naz-Sciaves (BZ): cuore della Val d’Isarco, a 890 metri di altitudine e a due passi da Bressanone tra i meleti che lo circondano e i pregiati vigneti che, poco distanti, declinano verso l’ormai millenaria abbazia agostiniana di Novacella. Il “maso sul lago” è il significato del nome di questo elegante boutique hotel che armonizza suggestioni diverse – con uno stile alpino dal tocco mediterraneo – frutto della passione e della ricerca della famiglia Auer, che vanta una storia che viene da lontano: dal 1965, quando le prime camere già accoglievano i fortunati ospiti.

E sarà allora proprio l’acqua l’elemento chiave per comprendere lo spirito che alberga in un luogo che vive dell’abbraccio rigenerante con la natura che lo circonda. È del resto sin dagli anni Cinquanta che Jacob Auer, nonno degli attuali proprietari, stringeva un patto con l’allora sindaco di Luson, riuscendo a portare l’acqua sin quassù – siamo dopotutto su un altopiano! – con un impianto idrico fondamentale alla vita dei meleti e per l’agricoltura. E ora quegli innesti di rame sparsi in tutta la struttura come tra le nuove 16 suite (delle 50 camere disponibili) progettate dallo studio Noa di Bolzano – attraverso tubi di rame impiegati nelle illuminazioni, ma anche nei pomelli del bagno o per gli attaccapanni – rimandano proprio a quell’antica “ramificazione” e rendono omaggio a una storia pionieristica che è bello ancora oggi raccontare e celebrare.
Il mandato della famiglia Auer al momento del radicale restyling conclusosi nel 2017 ha voluto fondere le sollecitazioni che giungevano dalla Provenza come dalla Toscana e dall’Inghilterra del sud. Il concetto naturalistico che sta alla base del nuovo hotel Seehof si avvale della presenza di materiali come legni in rovere affumicato, lino e rocce, il tutto armonizzato da colori e toni chiari. E la stessa spa, realizzata ancora dallo studio di progettazione Noa, segue l’ispirazione di un antico bagno romano: «ho chiesto di lasciarla invadere da tutta la luce possibile del sole», spiega la signora Tamaris Auer. A suggello, l’apporto di un architetto del paesaggio come Ivo Gasser, che ha curato il giardino che ha come centro di gravità proprio quel laghetto privato dove tutto si specchia. Facile dunque immaginare come la silhouette che emerge da quelle fresche acque lacustri avrà le fattezze di una clientela raffinata coltivata negli anni con grande perizia.

Coppie giovani, per lo più, benestanti ma senza eccessi e con l’obiettivo di regalarsi una fuga, all’insegna di benessere e lifestyle, dai ritmi frenetici della città: sfruttando, magari, la “smart working loggia”, di certo rigenerandosi con la cucina dello chef Antonio Strammiello, già executive chef nello stellato Castello di Fighine a San Casciano dei Bagni (SI), e dunque alla corte di Heinz Beck ma non solo in Italia, anche in Giappone e prima ancora alla guida dell’allora stellato Café Les Paillotes di Pescara: «Credo in una cucina che segue il ritmo delle stagioni. E che anche in un contesto come quello alberghiero può offrire spunti di creatività, dal momento che si confronta con una carta e un’ispirazione che cambia giornalmente». L’offerta ristorativa punta giocoforza ad amalgamarsi al tessuto che la circonda: dunque una proposta non esclusivamente altoatesina, piuttosto mediterraneo-alpina, con un’attenzione alla cura dei primi piatti di pasta, a quelli a base di pesce di mare che convivono con quelli di lago all’insegna di leggerezza e benessere. Il “borgo dei sapori” – questo il nome dell’oasi ristorativa che accoglie l’ospite nelle diverse fasi della giornata – ha eletto la freschezza a stella polare che intende tenere unite, riuscendoci, piacevolezza e salute.

SEEHOF NATURE RETREAT
Via Flötscher 2, Naz presso Bressanone (BZ)

Tel.
0472 412120
Web: www.seehof.it

Testo e Foto di Giovanni Caldara
 
 
 
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