4 domande ad Agnese Cabigliera

Agnese Cabigliera rappresenta la quarta generazione della famiglia Cabigliera-Zidda, impegnata nella produzione di formaggio nel territorio di Ozieri, in Sardegna. L’abbiamo incontrata e ci ha raccontato della sua vita tra pascoli e produzione casearia.

Ci puoi raccontare della vostra realtà e quali sono i prodotti?

«Sono Agnese Cabigliera ho 34 anni e insieme ai miei genitori gestisco l’azienda agricola Cabigliera&Zidda che si trova in provincia di Sassari nell’ agro di OzierI e in località Santu Juanneddu, a circa 12 km dal centro abitato. La nostra azienda nasce nel 1988, quando i miei genitori, Peppino e Franca, decisero di mettere a frutto gli insegnamenti dei nonni e dei genitori pastori casari. Da un anno si è unito a noi mio marito, che si occupa anche della gestione social e grazie alla sua passione per la fotografia riesce a cogliere l’essenza del nostro lavoro. Con gli anni, i miei genitori sono riusciti a trasmettermi la passione per il loro lavoro, per questo fin da bambina ho coltivato la mia scelta, quella di portare avanti una tradizione di famiglia. Dopo essermi formata, con una laurea e un dottorato in agraria, intervallato da un periodo negli Stati Uniti, nel 2015 ho deciso di dedicarmi a tempo pieno alla nostra azienda. Qui alleviamo gli animali al pascolo, con pecore di razza Sarda, vacche di razza Sardo-Bruna e qualche capo di razza Pezzata Rossa, e la loro alimentazione viene integrata con granelle e foraggi, che per quanto possibile cerchiamo di produrre nei nostri campi. Il latte prodotto è trasformato nel mini-caseificio aziendale in formaggi pecorini, vaccini e misti, più o meno stagionati, e ricotta fresca e salata. Seguiamo una linea di produzione strettamente legata alla tradizione, con lavorazione a latte crudo nel paiolo in rame, utensili in legno e stagionatura in cantina negli scaffali con i ripiani in legno. Sulla crosta non effettuiamo nessun trattamento, ma solo un lavaggio con acqua, prima della commercializzazione. I formaggi che produciamo seguono la stagionalità della lattazione, infatti durante la stagione estiva, quando le pecore sono in asciutta, non produciamo formaggio e ricotta di pecora».

Qualche tempo fa la Sardegna è balzata agli onori della cronaca per le famose immagini del latte versato per strada. Quale è adesso la situazione per gli allevatori? E le condizioni di vendita del latte?

«La nostra azienda trasforma interamente il latte prodotto, quindi non abbiamo subito questa situazione in modo diretto. Purtroppo i primi mesi del 2019 si ricordano per le immagini di pastori che, per disperazione e rabbia, buttavano via il frutto del loro lavoro, perché sottopagato. É una situazione che si ripete ciclicamente, dovuta alle oscillazioni di prezzo sul mercato del Pecorino Romano. Attualmente non è cambiata la condizione di vendita del latte, però alcuni caseifici diversificano maggiormente la produzione e questo aiuta ad ottenere dei prezzi leggermente più alti».

Come si svolge la tua giornata tipo? Passi del tempo anche nei pascoli o ti occupi prevalentemente di produzione?

«In una piccola azienda come la nostra, non può esserci una separazione dei compiti, perché penso che tutti devono saper fare tutto, o quasi. La mia giornata è molto piena e inizia intorno alle 3.30 del mattino. Io e mio padre ci occupiamo della mungitura delle pecore e delle vacche, mentre mamma esegue la lavorazione delle Paneddas, la pasta filata di latte vaccino. La caseificazione viene fatta subito dopo la mungitura. La giornata continua nei campi insieme alle pecore e alle vacche e di pomeriggio si riprende con la mungitura serale. Abbiamo dei giorni dedicati alla vendita diretta dei nostri prodotti, perché effettuiamo le consegne a domicilio nei paesi vicini e di questo mi occupo io o mio padre».

Voi avete un punto vendita a Ozieri, ma vendete anche online. Come sta andando il commercio in un anno complicato come quello in corso? Vendete anche all'estero?

«Ci occupiamo personalmente della vendita (spedizioni in tutta Italia e consegne a domicilio) e i nostri clienti sono maggiormente privati con i quali nel corso degli anni si è creato un rapporto di amicizia. Nel 2015 abbiamo deciso di aprire una piccola bottega ad Ozieri, in Piazza Carlo Alberto, che gestisce mia madre e viene aperta solo il martedì e venerdì. Attualmente non abbiamo un vero e proprio shop online, ma i nostri profili social (Facebook e Instagram) ci consentono di avere una vetrina che ci ha permesso, nel tempo, di acquisire nuovi clienti. Nell’anno in corso, grazie al lavoro di fidelizzazione fatto in questi anni, il commercio dei nostri formaggi non ha subito una forte flessione, anche se comunque con la chiusura del settore della ristorazione, ci è mancata una fetta di clienti. La vendita all’estero si limita a pochissimi clienti italiani emigrati che acquistano il formaggio per consumarlo in casa».

WEB: www.cabiglierazidda.it

 

Testo di Gualtiero Spotti
Foto cortesia di Azienda Agricoloa Cabigliera – Zidda
 
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