4 domande a Piero Rossi Cairo

Piero Rossi Cairo è il responsabile delle attività agricole dei Tenimenti Rossi Cairo, che comprendono La Raia nel Gavi e Tenuta Cucco nelle Langhe. Ci ha parlato del suo lavoro e dei progetti riguardanti le due cantine.

Da diversi anni la sua famiglia è proprietaria di due tenute. Una, la Raia, nel Gavi e l'altra, Cucco, a Serralunga. La sua storia professionale però, se ricordo bene, è legata agli studi forensi. Come è stato il passaggio al mondo del vino e di cosa si occupa ora in azienda?

«Il mio impegno diretto nelle attività agricole della mia famiglia è coinciso con l’acquisto di Tenuta Cucco nel 2015, una bellissima sfida che ha chiamato a raccolta tutti! Ai tempi facevo l’avvocato a Milano e avevo appena cambiato studio, mi piaceva ma negli anni avevo cominciato ad interessarmi alle attività della Raia: mi chiamavano per qualche parere legale, ovviamente gratuito! Direi che il piano B, che molti avvocati d’affari sognano ad un certo punto della vita, a me si è palesato molto presto e sono stato onesto, ne ero attratto e ho provato. Ho iniziato ad occuparmi prima della parte commerciale, internazionale soprattutto, e una volta che in alcuni paesi per noi strategici, come gli Stati Uniti e il Giappone, abbiamo trovato partner affidabili, ho iniziato ad occuparmi dell’attività agricola in senso più stretto. Insomma ho cominciato dall’inizio, studiando e imparando da chi da anni già lavorava con noi. A Tenuta Cucco per esempio insieme a Mauro Vioglio, il nostro enotecnico, che lavora da oltre trent’anni qui, una memoria storica ed un’esperienza insostituibili. Con lui e con Clara Milani, la nostra enologa, stiamo lavorando alla tradizione di questa cantina che da metà degli anni sessanta produce Nebbiolo e Barolo, mentre prima le uve del nostro Cerrati, il cru che si apre a due passi dalla porta di ingresso della cantina, erano vendute sfuse e oggetto di aste tra i produttori della zona che se le contendevano per tagliare i loro vini più pregiati. Con uve così ambite, la responsabilità di creare anno dopo un anno un prodotto sempre migliore, lei si immagina, è fortissima. Ma è anche una premessa straordinaria».

La Raia, nel Gavi, ha anche sviluppato negli anni un'anima culturale legata a una fondazione e a diversi artisti. Ce ne può parlare? E' un progetto che coinvolge anche Tenuta Cucco?

«Fondazione La Raia – arte cultura territorio è stata creata nel 2013 con il principale obiettivo di una restituzione: qui nel Gavi, alla Raia, ognuno di noi, della nostra famiglia, ha trovato uno spazio, un tempo propri. Grati di questo abbiamo voluto aprire La Raia ad artisti internazionali – fotografi, scultori, architetti, paesaggisti, filosofi – affinché gettassero il loro sguardo critico su queste colline e invitassero, noi e chi vuole venire alla Raia, a contemplare questo paesaggio con spunti nuovi, inediti. Ne sono scaturite sette opere site specific, ad oggi, e una serie di incontri pubblici sul tema del paesaggio inteso in tutte le sue componenti: artistiche, ambientali, culturali, urbanistiche. Siamo soddisfatti di queste iniziative che negli anni hanno richiamato e incuriosito sempre più pubblico e oggi le opere che si trovano in vari punti della Tenuta sono una delle motivazioni di chi soggiorna presso la nostra Locanda o prenota un wine tour. La Fondazione ha organizzato nel 2019 all’interno della chiesetta di San Sebastiano nel Borgo di Tenuta Cucco – a pochi passi dalla Tenuta e adiacente al castello di Serralunga d’Alba– una prima mostra di arte contemporanea, “BIOMEGA Multiverso” di Cosimo Veneziano. E’ stata la prima di una serie di iniziative che vorremmo, sperando in tempi normali, programmare per il prossimo anno. Sempre legate in questo caso all’arte contemporanea all’interno di questo antico spazio che testimonia la lunga storia di questo Borgo».
L'enologa Clara Milani e Piero Rossi Cairo

I vini di Gavi, di uva Cortese, negli anni sono stati percepiti dal consumatore come vini semplici, di pronta beva e di qualità non eccelsa. La Raia, in qualche modo va contro tendenza, soprattutto nello stile di produzione. Quali sono i passi che si possono intraprendere per valorizzare quest'area geografica? E quali sono i principali pregi e difetti di quest'area vinicola?

«Il Gavi è e deve restare un vino di immediata conquista, mi vien da dire. Questa è la sua meravigliosa qualità, che dobbiamo con il nostro lavoro enfatizzare, garantire, valorizzare. Questo non significa che il vitigno Cortese non si presti ad affinamenti in cantina che ne esaltino altre qualità, come per esempio la longevità, la capacità di evoluzione nel bicchiere. Per questo il nostro Gavi Pisé, che produciamo solo nelle annate migliori quando dal vigneto della Cascinetta arrivano uve a nostro parere perfette, è un Gavi sorprendente. Lo è perché usiamo uva surmatura e nel tempo abbiamo prolungato la permanenza sui lieviti introducendo un concetto di invecchiamento che non è così diffuso per questa varietà. I premi che ha ottenuto e l’apprezzamento dei clienti ci hanno sostenuto in questa ricerca e la prossima annata, la 2018, avrà una caratteristica in più: fermentazione in botte grande non tostata da 25hl ed un anno di permanenza in legno».

Quali i progetti che riguardano Tenuta Cucco e La Raia la impegneranno a breve?

«Da poco è andato online il nostro nuovo sito di e-commerce dedicato alle referenze Tenimenti Rossi Cairo, il brand che unisce le nostre attività agricole de La Raia e di Tenuta Cucco. Nei mesi della chiusura forzata da Covid abbiamo visto come un buon servizio online sia nelle attese dei nostri clienti, quindi è stato un investimento necessario e indispensabile, sui cui ci siamo molto impegnati e spero con un buon risultato. A La Raia continuiamo gli investimenti: dopo le piantumazioni ad aprile di nuovi ettari di Cortese in terreni che erano stati lasciati a riposo, ci concentriamo sulla cantina e sull’azienda con un progetto da 150 kWp di pannelli fotovoltaici che ci garantiranno l’autosufficienza energetica, almeno di giorno. La sostenibilità è una scelta che richiede continue riflessioni perché le opportunità per produrre riducendo gli impatti sull’ambiente, grazie agli studi, alla tecnologia, sono continue e vanno tutte considerate. A Tenuta Cucco, azienda biologica dal 2018, abbiamo iniziato un programma di attività mirato ad aumentare la biodiversità dei nostri vigneti. Una condizione di varietà che abbiamo trovato, direi naturalmente qui alla Raia, non è così scontata nelle Langhe dove la monocultura del Nebbiolo, per ovvie e storiche ragioni, è dominante. Ma credo che molto, insieme, si possa fare per arricchire la varietà e direi la vitalità di questo straordinario paesaggio, Patrimonio Unesco dal 2014. Noi cominceremo con la piantumazione, nella stagione adatta, di essenze locali lungo i filari come roverelle, carpino, aceri campestri, ciliegi da legno. Abbiamo già introdotto il sovescio tra i filari, ispirandoci alle pratiche biodinamiche che da anni utilizziamo alla Raia. Guardando ad un orizzonte più ampio, siamo in una fase avanzata del progetto di trasformazione di alcune parti dell’azienda in agriturismo: Tenuta Cucco è a un soffio dal castello di Serralunga d’Alba, una posizione straordinaria, come lo è questo capolavoro di architettura francese in terra italiana. Quando mi capita di dormire a Tenuta Cucco, mi sveglio con la sensazione, sempre, di essere un turista alquanto fortunato!».
Il palazzo delle api di Adrien Missika
Testo di Gualtiero Spotti
Foto cortesia di Tenuta Cucco e di Benedetta Bassanelli 
 
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