L’idillio con la natura è nel rifugio (a 5 stelle) di uno chalet di montagna

L’Adler Lodge Ritten, sull’altopiano del Renon, incarna l’ultima frontiera del lusso: un “luogo di ritiro” dai servizi impeccabili.

In un’estate difficile da dimenticare, in cui però il desiderio di vacanza, al netto di limiti e difficoltà, non è mai venuto meno, l’immersione in un albergo dal fascino e glamour da riviste di design come l’ultimo nato della famiglia Adler – il Lodge Ritten, inaugurato nel giugno del 2019 sull’altopiano del Renon a pochi chilometri da Bolzano – mostra come la frontiera del lusso, oggi, enfatizzi il concetto di “luogo di ritiro”, in cui sono gli eleganti e appartati chalet affacciati sulle vette dolomitiche a incarnare quel piacevole sostare lontano dalle folle e dagli assembramenti e dove a riequilibrarsi, in comunione con le forze della natura, è il corpo mai disgiunto, però, dello spirito.

A delimitare l’Adler Lodge Ritten, lontano da tutto e da tutti – sia pure il capoluogo altoatesino si trovi a poco più di 15km grazie alla strada panoramica, è il suggestivo “Rittnerbahn”, il trenino del Renon a scartamento ridotto, entrato in servizio oltre un secolo fa nel lontano 1907. Alle sue spalle, invece, quella passeggiata dedicata a Freud che ricorda il soggiorno del padre della psicanalisi nel 1911, quando qui scrisse il primo dei quattro testi che compongono il suo fondamentale “Totem e tabù”. Lassù poi, sul Corno del Renon, la vista spazia nell’incanto di montagne superbe come le alpi Venoste e Sarentine, quelle della Zillertal e dello Stubai, ma insieme anche alle Dolomiti, le montagne dei gruppi del Brenta, dell’Adamello e dell’Ortels, fino all’iconico Großglockner nelle giornate terse. Facile dunque comprendere come il desiderio di essere parte di tanta stuporosa bellezza abbia portato gli autori dell’Adler Lodge Ritten a nascondere quasi la propria creatura nell’incanto di una natura che, a sua volta circondandola, avrebbe restituito poi ai fortunati ospiti – questa la scommessa vincente – un’impagabile sensazione di benessere e libertà.

L’omaggio e il richiamo all’importante architetto austriaco Clemens Holzmeister, che nel 1926 progettò l’ala principale del primo hotel di famiglia, quello di Ortisei (aperto però già nel 1810), ha ispirato i proprietari Andreas e Klaus Sanoner, insieme all’architetto Hugo Demetz (progettista anche dell’Adler Lodge ALPE sull’Alpe di Siusi) e allo studio “G22 Projects” a dare vita a un’architettura essenziale utilizzando materiali naturali per lo più autoctoni. Nel Main Lodge, il corpo centrale di tre piani, come nelle 20 junior suite nei due complessi adiacenti o nei 20 chalet, alcuni dei quali adagiati attorno a un laghetto naturale che definisce tanto il paesaggio quanto l’immagine da consegnare (e incorniciare) di questo stiloso hotel, dominano i legni di abete rosso e di larice, i pavimenti sono in rovere. Il legno dipinto di nero (tanto nell’edificio centrale che negli chalet) intende ridurre al massimo l’impatto nella natura. Grandi sono le vetrate che servono a valorizzare il dialogo tra interni ed esterni e che mettono in risalto i curiosi richiami all’arte africana e a quella dei nativi d’America e dove colpiscono, nei grandi open space, le pareti decorate con colori sgargianti, ma in cui a dominare è sempre un’illuminazione soffusa.

E dove la proposta gastronomica, affidata alle mani esperte dello chef Hannes Pignater, già all’Adler Lodge Alpe, si fonderà altrettanto armoniosamente con la filosofia del luogo. «Quando ho iniziato questo lavoro nel 1996 – dichiara questo cuoco ancora assai giovane, ha 38 anni ed è di Bolzano, ma dalla lunga esperienza, avendo lavorato non solo nel suo Alto Adige, a partire dallo storico Marklhof di Cornaiano, ma anche in Svizzera – ebbene un tempo l’astice lo si prendeva solo dal Canada, la carne migliore era quella argentina. Il mango doveva essere prenotato una settimana prima e così pure il burro salato della Normandia. Poi tutto è diventato accessibile, ma anche noi abbiamo acquisito autostima. E oggi possiamo dire che la sfida nel mondo globale la vinciamo grazie ai prodotti locali». Hannes si occupa personalmente degli approvvigionamenti che non giungono più dai quattro angoli del mondo ma conteranno sulle eccellenze di contadini e di piccoli produttori come le primizie procurate da Harald Gasser, il creatore di Aspinger Raritäten a Barbiano («lui mi manda tutta la sua frutta e le verdure ormai dimenticate e mi dice: “prima o poi ti verrà in mente come utilizzarle”») e ancora la frutta e verdura da Glorenza in Val Venosta, il manzo dal Maso biologico Weberhof insieme al farro e orzo, mentre lo yogurt e i formaggi di capra giungono da Laion, il pesce d’acqua dolce, ancora, dalla Val Passiria o da Trento.

Nella spettacolare cucina a vista, che affaccia sul ristorante vetrato che permette, ulteriormente, di cenare con vista sulle stelle, Hannes dirige uno staff di 11 cuochi: «Non dobbiamo mostrare quanto siamo bravi, solo essere orientati al soddisfacimento dell’ospite. Motivo ognuno dei miei cuochi con l’insegnamento che un giorno io stesso ho appreso: “dovete cucinare in modo che anche un cieco riconosca quello che abbiamo preparato». Quella di Hannes Pignater, in una struttura come l’Adler Lodge Ritten che a pieno regime serve 90/95 persone, è una sfida insieme umile e ambiziosa: a partire da quella formula “all inclusive” che nel prezzo del soggiorno comprende e copre tutti i pasti con una selezione di vini e bevande disponibili dalla mattina alla sera. «Se i nostri menu si ripetono ogni 14 giorni, ovviamente al variare delle stagioni, significa che io dovrò pensare a 14 modi di cucinare (e procurarmi) la carne. Le verdure non sono più contorni, ma nel tempo sono diventate co-protagoniste dei miei piatti. Anche un canederlo può essere impreziosito da un tocco gourmet se accompagnato da un caprino stagionato e magari dal cavolo cappuccio saltato con del cumino». Il suo intrigante menu del territorio, fresco e piacevole come una sera d’estate – con la vellutata alle erbe e ceviche di salmerino alpino, la pasta ripiena con caprino biologico e verdure, il filetto di storione con pesto all’ortica e guanciale croccante, la noce d’agnello con funghi, pastinaca e pak-choi, nonché il dessert con gli estratti di larice, genziana ma anche con il cioccolato – restituisce, nel gusto, quella simbiosi con la natura che dappertutto quassù, all’Adler Lodge Ritten, ci appare nelle vesti di una presenza amica.

ADLER LODGE RITTEN
39054 Soprabolzano (BZ)
www.adler-resorts.com

Tel: 0471.1551700
Web: www.adler-resorts.com

Testo di Giovanni Caldara
Foto di Giovanni Caldara e cortesia di ADLER LODGE RITTEN
 
 
 
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