Grandi vini altoatesini tra quadri di Picasso e Paul Klee

Al Romantik Hotel Turm, a Fiè allo Sciliar, l’esperienza multisensoriale in uno dei “Vinum Hotels” coinvolge tanto la grande arte che il mondo wellness.

Come frutto della terra, ma anche del lavoro dell’uomo senza il quale semplicemente non si darebbe, è facile che attorno al vino si muova un mondo ricco di suggestioni, emozioni e valori che invece di confinarlo in un recinto accessibile solo a tecnici o iniziati, lo avvicina piuttosto al grande pubblico svelandogli un mondo affascinante e interconnesso con tutto quanto (di meglio) l’uomo ha saputo creare nel corso della sua storia. E la conferma l’abbiamo scoprendo l’antico e fascinoso Romantik Hotel Turm a Fiè allo Sciliar (BZ) che è uno dei 29 Vinum Hotels, a conduzione familiare – qui con la proprietà della famiglia Pramstrahler – e che in comune hanno lo stretto legame con vigneti e cantine, trovandosi ciascuno nelle zone più vocate alla viticoltura dell’Alto Adige.

I vigneti di proprietà di Stephan Pramstrahler sorgono poco distanti dall’hotel, a Novale di Fiè, località che si trova nello stesso vasto comune ai piedi dell’imponente massiccio dello Sciliar: la Tenuta Grottner comprende tre ettari e mezzo di terreno vitato, con le vigne che si inerpicano su pendenze che vanno dal 50 al 70 per cento, attorno a un antichissimo maso, sottoposto a tutela dei beni culturali, e già menzionato ai tempi del menestrello e diplomatico Oswald von Wolkenstein che da queste parti si recava per catturare gli uccelli. E quello dei volatili è linguaggio simbolico nonché sarà leitmotiv comune alle diverse esperienze che ruotano attorno al vino e al Turm Hotel.

Il Pinot bianco Pica (di grande pulizia e dalle note di ribes bianco), il Sauvignon Bubo (con i suoi fiori di sambuco), l’intenso Gewürztraminer Tetrix e ancora il Pinot Nero Corax (raffinato e dagli aromi di ciliegia selvatica) rimandano ciascuno, a partire dal nome e dall’etichetta (dell’artista altoatesino Florin Kompatscher), a un uccello che per il loro proprietario e creatore ha significati ben precisi: l’elegante gazza, messaggera degli dei secondo la mitologia germanica, compare sul pinot bianco, il gufo, che è animale determinato e molto amato da Stephan che ne aveva addestrato uno da bambino, è sul sauvignon; ancora, con il gewürztraminer, il fagiano di monte con la femmina che assomiglia al gallo cedrone e che rappresenta l’elogio della libertà e diversità; il corvo imperiale, simbolo d’intelligenza, è invece assiso sul pinot nero.

C’è una regia sapiente dietro la passione di Stephan Pramstrahler che lo portò nel 2007 ad acquistare questa tenuta vinicola che lo legava ai ricordi dell’infanzia: il maso, restaurato con gran gusto, ha due suite in due diversi edifici che garantiscono una fuga romantica lontano dal mondo. Oggi grazie alla consulenza del vignaiolo Markus Prackwieser (del vicino e assai premiato podere Gumphof) dà vita a ottimi vini (22mila bottiglie l’anno, questa del 2020 sarà l’ottava vendemmia) che è bello sorseggiare tanto nel maso magari in compagnia di una degustazione guidata dallo stesso proprietario, quanto nel fascinoso giardino delle rose, lassù al Turm Hotel, dove una cena di gran classe (nel ristorante premiato con 13 punti Gault Millau e 3 cucchiai della guida Aral) si svolge sotto lo sguardo attento, di nuovo, di un corvo – che molto piace al patron per via di quelle sue quattro caratteristiche che sono la socievolezza, intelligenza, capacità adattiva, ma anche la sua furbizia – e che occhieggia da una statua che delimita il giardino.

Ecco la vista di una statua e, con lei, annunciarsi il mondo dell’arte: presenza non secondaria, anzi protagonista in quest’hotel dalle diverse ma armoniose anime. Ben 2mila tra dipinti a olio, acquerelli e litografie sono stati raccolti in una vita da Karl Pramstrahler, il padre del proprietario Stephan, che oltre che albergatore era mecenate appassionato d’arte. Un vero e proprio museo tra le antiche mura, ma anche a cielo aperto quello che allarga, in senso visivo ma anzitutto emozionale, l’esperienza di chi soggiornando al Turm si gode magari una tazza di tè al bar Oswald von Wolkenstein con alle spalle un dipinto di Picasso o si aggira tra i dedali dell’hotel ammirando quadri di Dalí, Otto Dix, Kokoschka, Paul Klee, Giorgio de Chirico, Renato Guttuso per citarne i soli più famosi, ma dove il filo comune resta quel gusto e desiderio di dar vita a un’esperienza totale in cui a convergere saranno le diverse arti, maggiori e minori.
Si prenda la cura (qui fondamentale) legata al mondo del benessere: non è forse un’esperienza totale, olistica diremmo, per un “Vinum hotel” quel bagno alle vinacce che comincia con un peeling esfoliante con vinaccioli spremuti a freddo, prosegue nella tinozza accompagnato da un buon bicchiere di Lagrein e termina con un olio ai semi d’uva nel massaggio su una pietra calda? L’aspetto affascinante ma anche misterioso del vino è di nuovo evocato nella «sauna mistica del guardiano del fuoco» dove il rito dell’aufguss – la gettata di vapore – s’arricchisce degli aromi intensi e penetranti dei vini della maison versati sulle pietre incandescenti.
Tra le vecchie mura di 800 anni e le cinque antiche torri, dai nomi evocativi dove ricorrono nuovamente il nostro gufo e i falchi, il restauro rispettoso convive con inserti dal design moderno che a volte spiazzano altre stimolano la vista con soluzioni inedite e comunque intriganti, avverando appieno quella citazione di Oscar Wilde, fatta propria dalla casa, secondo cui «La mediocrità dà al mondo continuità. L’eccezionalità gli dà valore».
«Nel futuro mi piacerebbe creare uno spazio affascinante in cui a incontrarsi sarà ancora il gusto del vino, del cibo, certo dell’arte, ma anche della mia grande passione rappresentata dai cavalli» sorride con entusiasmo il patron Stephan che – l’abbiamo ormai capito – è l’anima di questo Romantik Hotel Turm ed è uomo dagli interessi e passioni poliedriche (è stato anche campione di deltaplano italiano sorvolando le alpi a 5000 metri e atterrando in Carinzia): 6 figli, l’ultimo di pochissimi mesi, Stephan Pramstrahler ha cominciato questo lavoro a 13 anni con l’iscrizione all’istituto alberghiero di Merano.

Grande amante del vino è chef di lungo corso e dopo aver cucinato in Francia (a Colmar in Alsazia), Germania, America, ma anche a Milano è tornato nell’albergo di famiglia dandogli quella nuova veste all’insegna del gusto, di un gusto che sa toccare, come si è ben visto, molteplici note: «In cucina l’Alto Adige ha la fortuna di essere punto d’incontro di tre grandi tradizioni: quella austro-ungarica, con la sua selvaggina che sposa i frutti di bosco, la tradizione italiana con quei prodotti eccezionali amati in ogni angolo del mondo, ma anche quella alpina, penso ai nostri salmerini, con tanti ingredienti d’eccezione che chiedono di essere valorizzati. Meglio: vanno esaltati grazie all’incontro dei nostri ottimi vini».

ROMANTIK HOTEL TURM
Piazza della Chiesa 9
39050 Fiè allo Sciliar (BZ)

Tel: 0471.725014
Web: www.hotelturm.it

Testo di Giovanni Caldara
Foto cortesia di Romantik Hotel Turm
 
 
Forse ti può interessare anche