Fascino e mistero nel roseto più alto d’Europa

A Bulla in Val Gardena, ai piedi dello Charme Hotel Uhrerhof Dëur, fioriscono ogni anno 7 mila rose di 250 specie diverse.

L’attrazione di quest’estate 2020 lassù a Bulla (BZ), a quasi 1500 metri d’altitudine, in Val Gardena e a picco sul suo principale centro, Ortisei, è quell’infinity pool, da pochissimo inaugurata, che ai fortunati ospiti dello Charme Hotel Uhrerhof Dëur offre – letteralmente – un’immersione in un panorama dalla vista abbacinante con quelle montagne che si stagliano imponenti come il Seceda, dietro cui fanno capolino le vette delle Odle, la verde alpe Resciesa e, alle spalle, il monte Bullaccia con il suo suggestivo (sin dal nome) punto panoramico che è la Panca delle Streghe. Eppure raggiunto quest’angolo di paradiso ai piedi dell’Alpe di Siusi, fuori dal turbinio della vivace vita gardenese, l’attenzione vien da subito calamitata dal roseto dell’Uhrerhof hotel, che con le sue pendici fiorite sorge proprio sotto la spettacolare piscina a sfioro ed è il più alto d’Europa, e rappresenta per noi la chiave di volta per comprendere il fascino (e il mistero) di un luogo dalle atmosfere magnetiche come il nostro.

Già un indizio lo raccogliamo varcando la soglia dell’accogliente stube del ristorante di quest’antico maso che risale al 1612 e che è stato rinnovato con gusto nel rispetto della tradizione: il tovagliolo, che accoglie l’ospite con la prima cena dai sapori sudtirolesi, è presentato a mo’ di rosa. Parimenti, l’arrivederci da parte della famiglia Zemmer-Mayrhofer, proprietaria dell’albergo e del roseto, è ancora all’insegna di una rosa, questa volta però di cera, posta sopra una candela e accompagnata da un messaggio che parla – ecco il punto – di gratitudine quale vera e propria lingua del cuore.

E nelle stesse eleganti camere, che profumano di abete e dove è bello sostare, il nostro fiore sensuale ed elegante occhieggia qua e là. Perché, certo, ben 7mila rose – di 250 specie diverse – coltivate su un ettaro e mezzo di terreno, che dai piedi dell’albergo declina verso valle, diffondono non solo colori ed effluvi inebrianti (che investono tanto gli ospiti dell’hotel quanto chiunque, gratuitamente, si rechi a Bulla a visitarlo): ma quella sfida visionaria nata oltre dieci anni fa dal desiderio, dalla volontà e dal continuo lavoro della signora Lotte Zemmer vive ora di una vita propria, con un “genius loci” che lo abita e che permette di essere avvicinato. A una condizione, però: che a lui ci si avvicini con animo semplice.
«L’essenziale non è visibile agli occhi – recita una scritta su una delle panchine disseminate lungo i vialetti del roseto –. L’essenziale si vede solo col cuore». Pertanto alla domanda del cronista che chiede alla signora Lotte quale tra le numerosissime specie sia la sua rosa preferita, a stupire non è tanto la risposta negativa («no, non ce n’è una in particolare») quanto quella motivazione che a proposito del Rosarium ci porta dritti al suo “cuore” (ed eccolo ancora spuntare, di nuovo, questo nostro sentimento nonché spirito guida): «La rosa di san Valentino è molto bella, carnale ed è perfetta per una donna sensuale, ma tutte le api del mio giardino girano attorno alla rosa Dolomiti che ha pochi petali, è più semplice ed è l’emblema della gioventù». Questa specie dai petali bianco e rosa – creata appositamente per il Rosarium nelle serre dei celebri vivai Kordes dopo anni di ricerca – è stata espressamente dedicata dalla signora Lotte a Simona Senoner, la giovanissima promessa dello sci gardenese scomparsa appena diciassettenne nel 2011: «la rosa Dolomiti rimanda ai colori dei nostri monti Pallidi (le Dolomiti, ndr) e ha un fiore che ci parla e parlerà sempre della giovinezza perché questa è la prima delle mie rose ogni anno a fiorire».
Le rose dell’abate Kneipp hanno il profumo di vaniglia. Quelle dedicate alla principessa Diana, anch’esse molto profumate, un colore viola. Quassù un tempo crescevano per lo più gerani: «Ma un giorno un cliente dell’albergo, rappresentante italiano dell’azienda tedesca Kordes, mi ha regalato 30 piante di rose e mi ha spronato ad accettare la sfida facendole crescere alla nostra altitudine. D’inverno, mi tranquillizzò, ci avrebbe pensato la neve col suo manto a proteggerle».
Così a sbocciare un giorno, ancor prima dei suoi celebri fiori, fu quella passione che portò la signora Lotte a scavare e a lavorare in prima persona quel terreno montuoso: ne sortì un giardino a terrazze che, sin dall’inaugurazione nel 2009 di quella che divenne l’attrazione botanica dell’intera valle, ospiterà centinaia di varietà di rose e una ricca biodiversità che le circonda. «Qui le erbe officinali sembrano capire esattamente quanto ci occorre e sono la nostra farmacia naturale». Vi cresce il partenio medicamentoso per l’emicrania, l’iperico utile per combattere la depressione ma anche contro le ustioni quando aggiunto a un olio che così diventerà rosso, l’equiseto e ancora il timo con il quale la signora Lotte prepara uno sciroppo per la tosse, il cumino, le varietà di menta cioccolato e mela, insieme a tante altre erbe.

Fiore dalla sterminata simbologia, la rosa è via via associata al desiderio e alla passione, ma anche alla morte. Ambivalenza ben presente agli antichi romani, con quelle corone di rose che ornavano le statue di Bacco e che la rendevano espressione di convivialità, ma insieme anche fiore dedicato ai defunti con l’usanza di cospargere i sepolcri, tra maggio e giugno, dei suoi bei petali. Quassù all’Uhrerhof Hotel dove l’aria è fine e la vista si perde nell’incanto di una natura che accoglie l’ospite, ma che pur sempre lo precede e certo gli sopravviverà, la rosa rappresenta un’oasi di pace ed è parentesi, per quanto breve, di serena felicità

Charme Hotel Uhrerhof Dëur
39046 Ortisei (BZ), Bulla 26

Web: www.uhrerhof.com
Tel.:0471 797335 

Testo di Giovanni Caldara
Foto cortesia di Uhrerhof Dëur
 
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