Il “Gallo Rosso” canta l’inno alla vita contadina

Sono ben 1600 gli agriturismi in Alto Adige riuniti sotto il marchio voluto dagli agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi che propone una vacanza all’insegna dei sapori e dei prodotti genuini.

È con un cortocircuito spiazzante e al tempo stesso virtuoso che l’associazione del Gallo Rosso (che raggruppa ben 1.600 agriturismi sparsi in Alto Adige) si presenta oggi al turista, solleticandone la sensibilità tanto curiosa quanto smarrita, con una proposta che lo àncora a una storia molto più antica, fatta di regole, abitudini e tradizioni lontane dalla vita frenetica delle nostre città e promettendogli, in cambio, una vacanza rigenerante all’insegna della genuinità.

Griesserhof

Varchiamo senza indugi la soglia del Griesserhof a Varna, a nord di Bressanone e a due passi dall’abbazia di Novacella cui questo vecchissimo maso, così ben rinnovato e posto sotto la tutela storico-artistica, apparteneva assai anticamente: un documento del 1192 lo nomina come regalo da parte dei canonici agostiniani al signore di Bressanone col compito di sostenere il principe vescovo con i prodotti, ieri come oggi, del suo lavoro: uova, latte e burro. La famiglia Huber ne è l’attuale proprietaria dopo averlo gestito per decenni (dal 1934) in affitto. Paul è uno di quegli 8mila contadini altoatesini che coltiva le mele che tutte insieme valgono il 50% della produzione italiana e il 12% di quella europea. Ed è soprattutto un produttore appassionato di vino. Con i suoi sei ettari di vigna dà vita ogni anno a 20mila bottiglie, una parte delle uve, invece, le vende ai monaci di Novacella. Il suo Sauvignon cresce nei vigneti che quanto a latitudine sono i più a nord d’Italia. La collina glaciale su cui nasce il Gewürztraminer conferisce quell’acidità e freschezza che lo rende elegante. Ma Paul Huber, che vende direttamente i suoi vini, parla con passione e rispetto anche del Sylvaner («un vino silenzioso come lo siamo noi e che si combina bene con i nostri piatti: è delicato, dai profumi deliziosi, anche se meno fruttati di un Kerner») e del Grüner Veltliner («il vitigno che viene dall’Austria, ma che è coltivato da quasi 50 anni nella valle Isarco ed è perfetto per quel mio vigneto più sabbioso»).
Il Griesserhof fa parte del Gallo Rosso come osteria contadina o “Buschenschank”: una tradizione questa (dal nome della frasca, il “Buschen”, che era il simbolo che designava le osterie contadine ed era posto sopra il portone d’entrata) che risale al Medioevo quando i signori feudali concessero ai contadini di pigiare l’uva, quindi di imbottigliare e vendere parte del vino prodotto. La merenda sudtirolese (con lo speck affinato per un anno, il formaggio di malga della Val Pusteria, il pane contadino e ovviamente il suo buon vino) rappresenta una delle offerte del Griesserhof, aperto come ristoro, sempre e secondo regole ben codificate, non più di 180 giorni all’anno.
Le insegne che indicano le migliaia di agriturismi del Gallo Rosso, il turista di passaggio in Alto Adige le impara presto a riconoscere grazie a quei fiori che campeggiano sotto i loro ingressi e che sono una sorta di stelle alberghiere che classificano i diversi masi – da uno a cinque fiori – in base alla qualità e al valore della struttura. Le regole, tuttavia, che li riuniscono (e per le quali si è ammessi nell’associazione creata nel 1998 dall’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi) vanno da tutti rigidamente rispettate: tra quelle del gruppo “Masi con gusto”, ad esempio, l’80% dei prodotti serviti deve provenire dal maso o comunque da un’azienda agricola situata in Alto Adige; non sono ammessi piatti precotti, tutto sarà preparato in casa. E ancora: il 30% dei prodotti proverrà dai campi del maso, le uova utilizzate in cucina da allevamenti altoatesini all’aperto e anche i distillati saranno sempre prodotti in un maso di quassù.

Oberkantiolhof

Nella deliziosa Val di Funes – contigua alla Val Gardena con cui condivide il maestoso parco naturale Puez-Odle – scopriamo tre masi del Gallo Rosso, tutti nel comune di Funes, dall’antica storia: l’Oberkantiolhof, a 1380 metri nella frazione Santa Maddalena, dei tre è il più alto in quota, ed è dal 1984 insignito dell’attribuzione di “maso avito”, in quanto di proprietà della stessa famiglia (Obexer) da oltre 200 anni (per quanto in tempi molto più remoti già di questo maso si parlasse per via del forno adibito alla preparazione della calce). 

Dai 30 ettari di bosco di proprietà giunge il legno che insieme all’impianto fotovoltaico garantisce l’autosufficienza energetica (anzi ci dice con sincera soddisfazione Richard Obexer, che nel maso vive e lavora con la moglie Suzanne e le tre figlie: «non solo non ho mai comprato della legna, perché mi basta la mia, ma vendo l’energia che produco in eccesso»): la stalla con le 20 vacche da latte, i 10 vitelli, le capre, le galline, ma anche il vecchio mulino e l’antica cappella delimitano la vita di questo tipico maso che, nel significato autentico, deve essere sempre inteso come la totalità di edifici e terreni che costituiscono quella che è la tipica azienda agricola tirolese. E dove l’ospitalità – qui all’Oberkantiolhof: in una delle sue eleganti camere, negli appartamenti che s’affacciano sulle maestose vette dolomitiche, ma anche nelle colazioni o nelle cene servite, quest’ultime, solo per i clienti che soggiornano – rappresenta quel sostegno concreto offerto dalla potente leva turistica, che non si sostituirà però mai al fondamentale lavoro agricolo: motivo per cui è nata l’associazione del Gallo Rosso.

Unterkantiolerhof - Ansitz Ranuihof

Lo stesso discorso vale per il vicinissimo maso Unterkantiolerhof di proprietà della famiglia Mantinger (che affitta i suoi eleganti appartamenti ma che produce anche formaggi nella Malga Caseril a quasi 2mila metri) e poco più sotto, a San Giovanni, nell’Ansitz Ranuihof con la sua celeberrima (e assai fotografata) chiesetta barocca (appartenente sempre al maso) di San Giovanni. Di nuovo, qui, nell’antica residenza di caccia (citata già nel 1370) di proprietà della famiglia Runggatscher da oltre 260 anni (e ben 10 generazioni) l’ospitalità (nelle 5 intime stanze che danno su un corridoio affrescato con scene di caccia e di cucina del tardo Seicento) va di pari passo ai lavori nelle stalle (per la produzione di latte), al giardino con le erbe aromatiche e alla confezione di prodotti (marmellate, sciroppi, funghi sott’olio) destinati alla vendita o alla colazione dei fortunati ospiti.

Thalerhof

Dal momento che l’obiettivo esplicito è «sostenere le attività secondarie dei contadini locali e avvicinare i consumatori al modo di vivere quotidiano degli agricoltori sudtirolesi», un’esperienza a 360 gradi in questa genuina civiltà agricola si deve completare – dopo la veloce ricognizione tra agriturismi, osterie contadine e prodotti di qualità del maso – con la sosta in una struttura che appartiene a una quarta, ultima, categoria: quella dell’Artigianato contadino che ci fa conoscere quelle abilità tramandate di generazione in generazione come la lavorazione del legno (in un territorio come l’Alto Adige in cui il 44% della superficie è coperta da boschi per lo più di abeti rossi, larici e pini).

Il contadino Herbert Kerschbaumer con i suoi 11 ettari di bosco che fanno parte del suo “maso avito” Thalerhof a Velturno in valle Isarco è un maestro intagliatore: i suoi volti di Velturno fanno parte del museo del costume tradizionale del Castel Velturno. «Quando il legno di castagno è secco – ci racconta con entusiasmo – è molto duro da lavorare; altrimenti diventa morbido come un burro. Organizzo dei corsi ogni settimana di 3 ore anche per i bambini ai quali insegno a fare un rilievo. Alcuni partecipanti sono davvero dotati: non importa se abitano in città e non si sono mai messi alla prova. Un legno come quello di tiglio è molto adatto per cominciare perché è facile da lavorare». Di nuovo le materie prime devono provenire tutte dall’Alto Adige e in parte direttamente dal maso; lo stesso discorso vale per la loro lavorazione, che va fatta direttamente nel maso, e che in questi luoghi dal sapore autentico trasmette nel viaggiatore una rigenerante serenità.

Associazione Gallo Rosso: www.gallorosso.it

Indirizzi delle strutture visitate:
Griesserhof, Vicolo Griess 5, Varna (BZ), Tel. 0472 834805 www.griesserhof.it
Oberkantiolhof St. Magdalena 43, Funes (BZ), Tel. 333 8730299 www.oberkantiolhof.it

Unterkantiolerhof Via Zanser 4 St. Magdalena, Funes (BZ), Tel. 0472 840219 www.unterkantiolerhof.com

Ansitz Ranuihof St. Johann 2, Funes (BZ), Tel. 0472 840506 www.ranuihof.it

Thalerhof, Schnauders 17, Velturno Tel. 328 8845034 www.thalerhof.it

Testo di Giovanni Caldara

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