Slow Food e le colazioni lente. Un progetto che parte da Villa Appiani a Trezzo sull’Adda

Prendono il via le Slow Breakfast di Slow Food. In primo piano il territorio e i prodotti a chilometri zero nella sala colazione di Villa Appiani a Trezzo, e con il progetto pilota dell’iniziativa creato in collaborazione con Planetaria Hotels.
La filosofia e lo slogan sono quelli che ormai da qualche anno caratterizzano il movimento Slow Food. Si parte quindi dai concetti espressi dal patron Carlin Petrin, citando il titolo di un suo bestseller in libreria, che rimarcano le caratteristiche di “Buono, giusto e pulito” da tenere bene a mente ogni qual volta si parla di materia prima e di prodotti alimentari.
In questo caso, però, a renderle proprie, è il gruppo di Hotel Planetaria, che, in collaborazione con il movimento nato a Bra, ha sviluppato in questi giorni il progetto delle Slow Breakfast, ovvero delle colazioni “lente”, dove si stringono legami con i produttori di prossimità, si riducono al massimo gli sprechi e si da sostegno agli agricoltori locali facendo cultura del territorio. Una iniziativa nata in questi giorni a Villa Appiani, un albergo della giovane catena di hotel posizionato sulle rive dell’Adda, nel paese di Trezzo e in provincia di Milano, grazie alla complicità del cuoco di casa, il giovane Alessandro Giriberti, che oltre a curare il menù del ristorante La Cantina, dove spiccano molti prodotti dei presidi Slow, ha selezionato la materia prima per le colazioni.

Così chi si sveglia la mattina in albergo (ma può approfittarne anche la clientela esterna), trova al buffet, tra gli altri, le marmellate di Emilio Stroppa di Pumenengo, lo Stracchino all’antica della provincia di Bergamo, il pane di Grazioli a Legnano, il latte della Cooperativa LeccoLatte, e le verdure e la frutta dell’azienda Tremulo di Brivio che diventano gustose spremute e succhi (vedi quello con carote, barbabietole e mela di questi giorni). In più c’è anche qualche ospite extraterritoriale, come le arance siciliane di Ribera della Cooperativa Riber Navel, mantenendo però sempre un occhio vigile sulla stagionalità della materia prima, privilegiando le produzioni locali (qui non troverete certo il salmone…) e restituendo centralità all’apporto nutrizionale della colazione.

Una iniziativa lodevole che bypassa l’idea del primo pasto mattutino liquidato con il semplice binomio caffe/cornetto, ma va in direzione opposta, ricercando consapevolezza e complicità anche da parte della clientela e invitandola a riflettere sull’importanza di quello che dai nutrizionisti viene definito come “il pasto più importante dell’intera giornata”.

Testo di Gualtiero Spotti
Foto Cortesia di SlowFood / Villa Appiani
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