Tea time “à la Française” a Le Burgundy di Parigi

Griffati dai migliori “chef pâtissier” rappresentano un rituale dove si celebra l’arte del “bon vivre”.
Varcata la soglia di uno dei boutique hotel più stilosi del momento a Parigi, Le Burgundy, nel cuore della Ville Lumiere nel suo primo arrondissement, la sofisticata atmosfera natalizia di questo piccolo albergo di lusso dal design accattivante ci avvolge all’ombra del grande abete decorato dove ogni giorno, puntualmente tra le 15 e le 18, si celebra quel rito che più inglese non si può – quello del tè – ma che qui, sul suolo francese, avrà inevitabilmente tocchi e delle cadenze tutte sue. Maestro delle cerimonie, lo chef pâtissier alsaziano Pascal Hainigue, che è anche a capo della pasticceria del ristorante stellato dell’albergo, Le Baudelaire.

Il rituale anzitutto: quel momento della giornata in cui l’enfasi si pone non già sulle gourmandise proposte e gustate, piuttosto nell’indulgere al piacere della conversazione raffinata, anche di tipo letterario, ma non solo. Perché protagonista di questa “civiltà della conversazione” sarà la confidenza, il pettegolezzo – purché quest’ultimo “incartato” «comme il faut» – o persino quel segreto che qui verrà accennato, di sicuro alluso, magari svelato dinanzi a quel “Tout-Paris”, che è l’altro ingrediente irrinunciabile di questi momenti privilegiati, in cui a essere celebrata è anche la vanità di vedere gli altri e, insieme, di essere visti proprio da loro.

Grandi miscele di tè, un flûte di champagne per accompagnare la parte salata che d’obbligo inaugurerà il rituale con dei sandwich e poi spazio alla ben più consistente batteria dolce, dove si misura per davvero la vena creativa del maestro pasticcere, che qui con i colleghi degli altri grandi alberghi parigini viene acclamato come una star o come dei capitani di squadre di calcio ciascuna dalle caratteristiche proprie, cui ci si reca in goloso pellegrinaggio. Tra le pièces sucrées che personalizzano la pasticceria di Pascal Hainigue vi è la «Religieuse» al caramello speziato con le mandorle pralinate e la fava tonka. La tartelletta “Shiso ananas” – signature dish dello chef che rappresenta insieme un saggio assai eloquente dell’alta pasticceria francese in equilibrio (raggiunto!) tra dolcezza, leggerezza e un gioco sapiente di consistenze differenti. Si assaggiano variazioni sul cioccolato e sul celebre Monte Bianco (con i marroni dell’Ardèche e il ribes nero). Eccellenti gli inglesissimi (o meglio: gli scozzesi, data l’origine) «scones» rivisitati con il cioccolato e offerti con una soave crema al mascarpone e agli agrumi. Quindi l’omaggio alla natia Alsazia con il tradizionale Kouglof all’uvetta che chiude un’esperienza (proposta al costo di 40€, 10€ in più con lo champagne) che sposa tanto il piacere della tavola con la francesissima arte del “bon vivre”.

Hôtel Le Burgundy
6/8 Rue Duphot
75001 Paris (France)

Web: www.lebaudelaire.com 

Testo di Giovanni Caldara
Foto cortesia di Hôtel Le Burgundy & Giovanni Caldara
 
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