Japonito ovvero dell’incontro Giappone-Messico all’ombra della Madunina

Nell’«Isola design district» la sperimentazione è anche all’insegna del gusto.
Milano città laboratorio di sperimentazioni e tendenze. Di strade nuove da percorrere che presto o tardi lambiranno come un’onda lunga il resto del Paese, comprese quelle altre grandi città costrette oggi a un ruolo di comparsa dinanzi all’effervescenza meneghina. E mai come nel settore gastronomico il ritmo pulsa vivace e veloce come nel capoluogo lombardo: con continue scoperte di locali dalla recente apertura, assai intriganti nel posizionarsi in quella fascia media che senza timore di complessi d’inferiorità appunto sperimenta, sonda nuove vie, tenta una sintassi diversa in tema di gusto. Entriamo da Japonito, nel quartiere della movida di Isola a due passi dall’ormai iconico Bosco Verticale, e guardiamo l’incredibile murales che campeggia nel luminoso locale. È opera dello street artist Neve.
«A Neve (nome d’arte di Danilo Pistone, esponente del neomuralismo italiano, ndr) abbiamo chiesto di realizzare una figura che rappresentasse il silenzio e il mistero della cultura giapponese insieme alla forza, la ribellione, la passione della cultura messicana. Da qui nasce una nuova figura, una nuova idea, una bellissima geisha con il capo adorno di rose purpuree. Una nuova Frida Kahlo dallo sguardo assorto e misterioso» ci dicono i due giovani proprietari Anna Casiraghi e Francesco Ferini. E il riferimento alla pittrice messicana non è affatto casuale. Decine di milagros (gli ex voto) messicani punteggiano quali cuori colorati il bancone di Japonito da dove il bartender realizza cocktail ispirati ai due paesi, che in questo locale aperto da pochi mesi si sono dati appuntamento ispirando una proposta gastronomica all’insegna – letteralmente – della fusione di cucine, di sapori e, ancor prima, di culture. Il cocktail Origami 645 è omaggio al Sol Levante con sakè e tè matcha mentre quello che occhieggia al Messico vede la tequila reposado insieme alla ginger beer e a un infuso al rosmarino.

Dalla cucina ci si diverte con le suggestioni offerte dai due cuochi (gli chef Niimori Nobuya, di Tokyo, che ha lavorato con Moreno Cedroni ed è stato executive chef del milanese Sushi B e David Blanco, originario di Città del Messico) che provengono, giocoforza, da due culture assai lontane e che tuttavia si mettono in gioco alla ricerca di una sintesi che andrà trovata sotto il comun denominatore del gusto. Provocante, quest’ultimo, a volte spiazzante, ma che andrà conosciuto perché ci indirizza su un percorso meno scontato. E allora l’Edamame Mexico propone i baccelli di soia piccanti. Gli uramaki giapponesi incontrano altre note piccanti tipiche della cucina messicana insieme anche alla tartare di fassona. Grande spazio alle ceviche dove, ancora, la tartare di tonno si fonde con la vinagrette al wasabi e con un altro grande protagonista della cucina giapponese, il daikon. Spazio da riservare ovviamente ai tacos con nuove intriganti contaminazioni: in quelle dedicate al giappone, le tortillas conterranno della carne macinata al miso, insieme al sake e alla salsa di soia.

JAPONITO
Piazzale Segrino 1
20159 Milano
Tel. 02. 6688560

www.japonito.com

Testo di Giovanni Caldara
Foto cortesia di JAPONITO
 
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