La cena emozionale Al Malò

Piace (e diverte) il connubio tra cucina, cocktail e vino

Dove si nasconde il segreto dell’effervescenza gastronomica di una provincia – qui quella bresciana – che negli ultimi tempi ha dimostrato, al pari di Como e del suo territorio, una vitalità e un’energia con pochi eguali (per restare alla sola Lombardia), capace cioè di far accorrere sin qui il cliente forestiero, per quanto curioso? A Rovato, nella bella piazza centrale di un importante paese che sorge sull’arteria assai trafficata dell’A4, ma che si trova anche all’imbocco della Franciacorta, come a due passi dal lago d’Iseo e lontano poco più di una ventina di chilometri dal suo capoluogo, l’avventura del ristorante Al Maló comincia nel gennaio di quest’anno, ma parte anzitutto da quell’originale nome che altro non è che la somma (l’acronimo) delle iniziali dei tre giovani soci che l’hanno creato: ALberto Bergomi, MAuro Zacchetti e LOdovico Calabria.

In cucina c’è un sicuro talento come Mauro Zacchetti, 33 anni, già braccio destro del bistellato Philippe Léveillé nell’avventura di Hong Kong, ma anche con Berton, Niederkofler e Marchesi all’Albereta. Il mix vincente nasce dall’incontro tra una cucina raffinata e la scelta sapiente delle bevande che l’accompagneranno, il tutto all’insegna di un’esperienza che vuole essere – e lo sarà – emozionale. L’attenzione particolare del Maló è rivolta al mondo ora in gran voga della miscelazione, dividendosi il locale in un cocktail bar e in ristorante (al primo piano), dove però gli sconfinamenti tra le due realtà saranno frequenti e stimolanti.

Un piatto come la “Capasanta scottata, vellutata di patate viola, lemongrass e zenzero” conquista per il bell’equilibrio tra la cremosità offerta del tubero che accompagna il mollusco e l’acidità della citronella con lo zenzero, ma riceve un’ulteriore spinta dal Lugana Candrì, di Saottini, di grande pulizia, «ma che, soprattutto, nasce senza compromessi»: a parlare è Marco Pelizzari, sommelier di prestigio, che consiglia e insieme suggerisce per questo locale una carta dei vini non banale: «mi piace il Lugana ottenuto al 100% da uve Turbiana, senza cioè l’aggiunta del Sauvignon che, pur consentito dal disciplinare, finisce inevitabilmente per snaturarlo». Lo stesso affondo preciso e pulito lo ricaviamo da un altro abbinamento che esalta un piatto destinato a diventare presto – questa la facile scommessa – un signature dish della casa: la “Millefoglie di lingua di vitello, composta di prugne piccanti”. «Per accompagnarlo – prosegue il sommelier – ho scelto uno champagne dell’Aube, come il Dany Fèvre, perché lo trovo snello e perfetto con la sua freschezza, con quella base più acida che incontra e sgrassa il nostro piatto».

Il cliente va stimolato – sembrano dire i ragazzi del Maló – a volte anche istruito, in maniera mai seriosa, piuttosto divertente e giocosa. Che dire dei “Ravioli cacio e pepe, cannolicchi e finocchietto”? Il piatto è molto saporito e di gran gusto. Pertanto, dal cocktail bar e dalla mano di Lodovico Calabria e del bartender Simone Bani giungerà il “Lit-ci-sta!”, che insieme al gin e al rosmarino, ma soprattutto grazie alla nota dolce del litchi (evocata sin dal gioco di parole del nome) smorza il golosissimo primo piatto. «Mi piace lavorare con i fiori e i profumi – ci racconta Simone –.
Cerco di abbinarli anche ai drink classici, come l’Americano che lo accompagnerò al profumo di arancio. Abbiamo in carta cocktail alla rosa e alla viola. Mentre un drinketto goloso, come il “Winnie the Pooh-lsky”, è un omaggio all’infanzia a base di un fermentato polacco al miele». Lo stesso finale con un dessert al budino di latte di cocco, ananas al forno, crema al maracuja e pop corn verrà ripreso ed enfatizzato tanto nell’acidità del passion fruit che dalla dolcezza del cocco in un altro cocktail, il “Welcome to Jakarta”: dove la vodka ben miscelata si unisce al latte di cocco, lo zenzero, l’ananas fresco e la menta. «Mancano solo infradito e tavola da surf per questo drink dal sapore vacanziero», scherzano i ragazzì del Maló.
Eppure proprio qui, nella piazza di Rovato, – dove il costo di ciascun signature cocktail è di 8€, il percorso più completo (ma non obbligatorio) di 8 portate a mano libera è proposto a 75€ , lo stesso con l’abbinamento di 3 vini e 2 cocktail a 90€ – il divertimento non solo non sembra scemare, ma altre novità, c’è da crederlo, si annunceranno presto intriganti.

Al Malò Cucina e Miscelazione piazza Cavour 28
Rovato (BS)

Tel: 030 535 7565
Facebook Page: facebook.com/al.malo.cucina.e.miscelazione

Testo di Giovanni Caldara
Foto di Stefano Borghesi 
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