Quattro passi nel liberty spumeggiante: alla scoperta del Birrificio Poretti

Lo storico edificio industriale (tuttora operativo a Induno Olona) reca il marchio del gusto Jugendstil sul modello dei birrifici tedeschi e boemi
Lassù in Valganna, a Induno Olona, alla porte di Varese e immersi nel verde ombroso del grande parco di sequoie, la monumentale Villa Magnani col suo parco botanico pare forndersi armoniosamente con quell’edificio industriale che sorge ai suoi piedi. Già, perché l’edificio liberty voluto come propria residenza dal pioniere della birra italiana su vasta scala, Angelo Poretti, e disegnato dall’architetto Ulisse Stacchini (lo stesso della Stazione Centrale di Milano) affaccia direttamente su quell’altro grande complesso, lo storico birrificio che venne realizzato sul finire dell’800 in stile Jugendstil da quello studio di architettura di Stoccarda che l’avrebbe reso parente stretto di quegli altri birrifici, quelli ben più famosi tedeschi e boemi, che furono tanto amati dall’industriale varesino al punto da crearne poi uno qui, inaugurando così anche in Italia un’avventura di grande successo.
Ora che il birrificio Poretti è parte del gruppo Carlsberg quel successo si traduce in una cifra “monstre”: 1,3 milioni di ettolitri di birra sono commercializzati oggi dal gruppo Carlsberg Italia che oltre al Birrificio Angelo Poretti include i marchi, per restare ai più noti, Tuborg, Kronenbourg 1664 e appunto Carlsberg. Eppure anche in un contesto di grandissima produzione industriale il fascino della Sala di Cottura si sprigiona intatto: realizzata nel 1908 è ancora oggi il cuore produttivo dell’azienda con i suoi grandi tini di rame e le piastrelle sagomate. E in una delle periodiche visite, quella durante le Giornate di Primavera del FAI ma non solo, in cui il Birrificio apre le porte della sua casa ai visitatori colpisce anche la monumentale Torre dell’acqua, edificata nel 1909, che contiene l’acqua di quella sorgente, conosciuta al tempo come “Fontana degli ammalati” che fu scelta, per qualità e purezza, da Angelo Poretti per avviare proprio qui la sua creatura, la cui prima cotta risale al 26 dicembre 1877.
Rientrando nella Sala di Cottura scorgiamo il mastro birraio, Fabio Mazzocchi. Nel Birrificio dove lavorano 60 persone, che diventano 100 nei momenti di maggior impegno, il modello di produzione è ovviamente molto automatizzato e tuttavia, ci spiega, il “fattore umano” è ancora molto importante soprattutto nella fase di creazione della birra: «La produzione per noi incomincia dalla cotta e per fare le nostre birre – ci racconta – ci vogliono dalle due settimane, penso alla semplice lager, fino a un mese abbondante, come per la 10 luppoli fermentata due volte». «ll nostro elemento distintivo sono proprio i luppoli» prosegue il mastro birraio dinanzi a quella raccolta – “la libreria del luppolo” – che ne mostra le tante varietà (ben 300!): «Il luppolo è un rampicante con infiorescenze. Bilancia la dolcezza del mosto. Crea note amare e permette, in modo naturale, di mantenere a lungo le caratteristiche organolettiche della birra. La sua è una storia secolare, non millenaria. Quando è stato scoperto si è aperto un mondo. Le nostre birre sono identificate dal numero crescente di varietà di luppoli presenti. La birra che mi dà maggior impegno è la Belgian Pale Ale, quella invece più soddisfazione è la 10 Luppoli, che mi piace molto in termini di complessità del risultato finale».

In questa torrida estate è d’obbligo salutarci assaggiando la “7 luppoli L’Esotica”, la birra stagionale non filtrata: insieme ai sette luppoli viene aggiunto in fase di fermentazione il mango. Ne sortisce – a mo’ di dimostrazione concreta della filosofia aziendale – una birra dalle note dolci e fruttate, stemperata e riequilibrata, però, da quelle amare apportate proprio dai “nostri” luppoli.

Birrificio Angelo Poretti
Via Olona, 103
21056 Induno Olona – Valganna (VA)

www.birrificioangeloporetti.it

Testo di Giovanni Caldara
Foto cortesia di Birrificio Angelo Poretti
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