L’arte di vivere la montagna (in stile francese) si celebra a Megève

Tra gli chalet delle “Fermes de Marie”, hotel “fatato” all’ombra del Monte Bianco
I galloni dell’esclusività, di quei luoghi cioè che sin da subito è d’obbligo citare inseparabilmente a espressioni quali jet set, mondanità, élite e alta società, Megève se li è guadagnati da tempo e sul campo sin dal giorno in cui, tra le due grandi guerre del secolo scorso, la baronessa Noémie de Rothschild la elesse a paradiso sciistico dell’Alta Savoia, incastonata com’è nella magnifica cornice del Monte Bianco e, soprattutto, rivale – ai tempi solo nei suoi desideri – di quell’altra perla, svizzera, in Engadina vale a dire St. Moritz, sfida che ben presto avrebbe reso Megève, su impulso di Edmond e Nadine de Rothschild e per bocca di Jean Cocteau: «il XXI arrondissement di Parigi». “Champagne a fiumi” verrebbe allora da evocare, con un’immagine efficace, il soggiorno che attende il fortunato cliente di una delle strutture appunto più “esclusive” di Megève, Les Fermes de Marie. Invece il gioiello del gruppo “Maisons et Hôtels Sibuet” (una dozzina di squisiti alberghi sparsi tra la natia Savoia, la Provenza, la Costa Azzurra, Lione e Saint-Barth) di quelle bollicine sfavillanti non sa che farsene e se ne tiene orgogliosamente distante: «Perché chi sceglie Megève e specialmente Les Fermes de Marie – ci sorridono nell’accogliente reception dal sapore deliziosamente alpino – lo fa alla ricerca anzitutto dell’arte di vivere la montagna».
E dove l’eleganza, qui più che altrove, è parente stretta della discrezione, nel rigetto di quanto vi è di pacchiano e ostentato. Qui, ancora, il lusso – giacché di questo, quello autentico, si parla – nasce dal progetto visionario di Jocelyne e Jean-Louis Sibuet nel creare non già un «hotel», ma un «luogo» di tradizione, di autenticità e di charme composto da nove chalet edificati a due passi dal centro di Megève a partire dalle fattorie e dai materiali di cui queste erano composte, spesso ultracentenari, e che si trovavano negli alpeggi savoiardi in alta quota: il nome stesso di questo particolarissimo hotel da 70 tra camere e suite e inaugurato nel 1989 significa “Le Fattorie di Maria”. Vi domina il legno, con il rovere invecchiato, i pavimenti sono di cotto lucido, le luci soffuse, i tessuti caldi, le tonalità del grigio e del tabacco fanno capolino tra le aree comuni, ci sono teste di cervo con corna e campanacci per mucche alle pareti: questo borgo alpino ricostruito con gran gusto e sapienza, con epicentro una sorta di piazza ove affacciano i diversi chalet e dove si trova anche la splendida “Spa Pure Altitude”, avvera appieno il significato letterale, sempre associato alla montagna, di “rifugio” quale appunto luogo di riparo, un porto sicuro, sì, ma che ora si svela anzitutto come luogo “incantato”. Aspetto ben evidente anche nella golosa offerta gastronomica.
La cucina d’autore, quella stellata per semplificare, con tutto il côté di sperimentazioni ardite e piatti a uso e consumo di applausi, sovente di natura cerebrale, alle Fermes de Marie sarebbe solo fuori luogo. Nei ristoranti che compongono la sua offerta, le ragioni della concretezza e della tradizione s’impongono sempre dando vita a una cucina solida, ben fatta, borghese nel senso migliore del termine e che trova nelle materie prime un atout fondamentale. I prodotti di stagione diventano così i protagonisti della carta del ristorante tradizionale, la cui brigata guidata da Nicolas Sintes seleziona i pesci che provengono dalle vicine valli, si avvale delle carni di uno dei grandi macellai di Francia, i fratelli Metzger, e un posto fondamentale lo rivestono ovviamente i formaggi, qui quelli eccellenti di Boujon di Thonon-les-Bains. E sarà proprio il suo maître fromager, Frédéric Royer, a realizzare appositamente per il ristorante Alpino una selezione di golosissime fondute.
Quello di Les Fermes de Marie è l’incarnazione di uno stile elegante, molto francese, di vivere la montagna: un’esperienza da godere, durante i mesi estivi, anche in alta montagna all’Alpage dove un sontuoso menu savoiardo – una tavola imbandita di grandi antipasti del luogo con i prosciutti, i formaggi, il gratin di Crozets, quindi l’eccellente barbecue e poi ancora il buffet di crostate, su tutte quella al rabarbaro, il pain perdu, i frutti di bosco –, il tutto sempre griffato “Fermes de Marie” delizia le papille ma anche gli occhi dinanzi allo spettacolo maestoso delle Alpi celebrando quello stare insieme in compagnia (si mangia su un unico tavolo) e con un buon bicchiere di vino al lampone e dove il tempo, di rado, scorrerà altrettanto piacevolmente.

Les Fermes de Marie
163 Chemin de la Riante Colline
74120 Megève (FRANCIA)
Tel. +33450930310

www.fermesdemarie.com

Testo di Giovanni Caldara
Foto cortesia di Les Fermes de Marie
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