A piedi o in bici alla scoperta dei vini bio e naturali

Nei mesi scorsi Altreconomia ha pubblicato un agile volume per conoscere meglio i vignaioli del territorio italiano che lavorano seguendo un metodo biodinamico, biologico e naturale. 100 pionieri da seguire con attenzione con i consigli de “L’Italia di Vino in Vino”.

Editore: Altreconomia

Lingua: Italiano

Tipologia: Guide turistiche 

Anno edizione: 2019

Pagine: 175

E’ facile aggrapparsi ai precursori o ai nomi che tutti ben conoscono, vedi quello del mitico Josko Gravner in Friuli. In realtà gli ultimi anni dicono di una nuova e vivace scuola di pensiero, nel produrre vini, che passa attraverso scelte naturali e bio, in linea con l’idea di voler togliere additivi e chimica dalle bottiglie, ma anche con la valorizzazione del corso naturale della crescita della pianta in vigna, e, ovviamente, sotto il profilo tecnico, con la fermentazione spontanea del mosto e i vari processi che portano poi al prodotto finito in bottiglia.

Questo bel volume, “L’Italia di Vino in Vino”, curato da tre giornalisti ed esperti di settore, Luca Martinelli, Sonia Ricci e Diletta Sereni, è uno strumento prezioso che offre uno spaccato di quanto presenta oggi il territorio nazionale, con precise indicazioni sulle realtà più significative per diverse aree geografiche. Si tratta di veri e propri itinerari da compiere a piedi o in bici (e con qualche incursione urbana tra Milano, Roma, Bologna e Venezia, per “bere bene” emagari affidarsi anche a qualche ristorante), che mescolano nomi già affermati e le novità più stimolanti degli ultimi tempi. Ventun percorsi in tutto, tra cui Langhe, Monferrato, Collio, Carso, Val Trebbia, Cilento ed Etna, tra gli altri, e svariati suggerimenti dove si racconta la passione e la convivialità di produttori che sono, davvero, come direbbe un famoso claim commerciale, degli artigiani della qualità. A tal proposito abbiamo chiesto a uno degli autori, Sonia Ricci, giornalista di Repubblica, di indicare tre vini da tenere d’occhio.

Ecco le sue scelte.

– Giovanni Canonica, Barolo Paiagallo 2014. Un succo d’uva spontaneo, potente e anarchico come il suo vignaiolo Gianni, partigiano del Barolo.

– I Vigneri di Salvo Foti, Aurora 2018. E’ sicilianamente introverso Salvo Foti e, per questo, ci vuole un po’ di tempo per poter far breccia nel suo animo etneo. L’attesa è ripagata dalla sua profondità d’animo e dalla magnifica persistenza di uno dei suoi vini, Aurora, con Carricante e Minnella di grande eleganza.

– Raina, Vermouth ‘Numero Uno’. Non siamo in Piemonte bensì in Umbria, nella Docg del Sagrantino di Montefalco. Qui Francesco Mariani ha deciso impavidamente di imbottigliare il vino liquoroso tipico di Torino. Il risultato è ottimo, un vermouth speziato, balsamico ed amaricante.

Le prossime presentazioni del libro si terranno domenica 15 settembre al festival Resilienze a Bologna e il 5 ottobre al Social Walking a Milano

L’Italia di Vino in Vino di Luca Martinelli, Sonia Ricci e Diletta Sereni
176 pagine/15 euro
www.altreconomia.it

Testo di Gualtiero Spotti
Forse ti può interessare anche