4 domande a Lorenzo Cogo

Lorenzo Cogo è uno dei cuochi più brillanti della cucina moderna italiana. Talento, creatività, audacia. Tutto questo è El Coq, il suo ristorante nel centro di Vicenza, Ma anche il Garibaldi, il bistrò, non scherza…

Ormai da qualche anno sei nel centro di Vicenza, con Il Garibaldi, dalla cucina più agile, e El Coq, la sala fine dining. Come si è evoluta la tua cucina? A cosa stai guardando e quali sono attualmente le maggiori fonti di ispirazione?

“Quando mi sono spostato a Vicenza sapevo che sarebbe stata dura, ma è stata una grandissima soddisfazione. A Vicenza mancava il locale di riferimento con una cucina di alto livello, sia per i vicentini stessi che per i turisti che vengono a visitare questa splendida città. Garibaldi all’inizio ha fatto un po’ di fatica perché veniva da una gestione poco fortunata e il primo anno ha dovuto riprendersi la fiducia persa. Un po’ alla volta abbiamo introdotto la pasticceria (tutti i dolci sono di stampo “gourmet” con gusti decisi e insoliti), la pausa pranzo e la cena con il format del “grill” (mia grande passione). Garibaldi dopo tre anni è diventato il cuore della Piazza e di Vicenza e miglioriamo e cresciamo sempre di più. E qui sto sviluppando un vero e proprio bistrò di alto livello, El Coq invece è sempre più di ricerca estrema, sempre più elitario e per pochi, per coloro che vogliono vivere una esperienza indimenticabile. Chi vuole assaggiare le mie creazioni e il mio divertimento (come se fosse un gioco) viene al Garibaldi. L’ispirazione mi viene da questa città ricca di storia e poco conosciuta rispetto a Verona e Venezia. Il mio obiettivo, dal punto di vista gastronomico, è far crescere sempre di più questo territorio portandolo in giro per il Mondo.”

Nel tuo ristorante principale organizzi anche le serate di Infusion. Ci racconti di cosa si tratta e quali sono i contenuti?

“Sono cresciuto e mi sono formato all’estero. Per me i Paesi stranieri sono fonte di ispirazione e spesso viaggio per informarmi, trovare gusti nuovi per poi portarli a casa e creare nuovi piatti. Ho voluto creare Infusion per portare a Vicenza colleghi giovani da tutto il Mondo e creare un menù a quattro mani completamente improvvisato. Solitamente nei quattro mani ognuno porta i suoi piatti: io ho voluto improntare questo progetto sulla “fusione” di stili e culture diverse. Si studia, si sta insieme, si va a trovare i produttori, si festeggia e si crea. Possono essere 4 piatti come 12: dipende dalla energia e dalla simbiosi tra me e lo Chef Ospite. Prima serata Yasuhiro Fujio dal Giappone, secondo appuntamento con Maksut Askar di Istanbul e a settembre Mikael Svennson da Oslo.”

Spesso si guarda al futuro immaginando cosa potrà essere la cucina nel giro di qualche anno. Se pensiamo a quella italiana, come la vedi?

“Io credo che stiamo tornando indietro nella ricerca di gusto, materia prima, poche lavorazioni ma grande semplicità. L’epoca della estrema ricerca con tecniche particolari per me si andrà ad esaurire e vinceranno coloro che riusciranno a presentare la semplicità nei piatti. L’informalità vincerà su tutto.”

Quali sono tre ristoranti nei quali vorresti andare per provare la cucina?

“Prossima tappa sarà Barcellona per Disfutar, Enigma e Tickets. Ho avuto la fortuna di andare a mangiare da Ferran Adrià al tempo di El Bulli e, per me, è stata l’esperienza della vita anche se lontana dalla mia idea di cucina. Oltre a Barcellona, mi piacerebbe molto Alinea a Chicago e a Lima dal mio caro amico Virgilio Martinez (protagonista del primo Infusion nel 2015).

EL COQ & GARIBALDI BISTROT
Piazza dei Signori 1
36100 Vicenza VI

www.elcoq.com
www.garibaldivicenza.it

Testo di Gualtiero Spotti
Foto di Stefano Borghesi
 
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