La cena “alla moda della Marchesa”

La cucina piemontese nella dimora settecentesca di Villa Matilde.
Ai piedi della Bella Dormiente – la montagna appartenente alle alpi del Gran Paradiso la cui forma sinuosa evoca il profilo di una fanciulla dai lunghi capelli –, la settecentesca Villa Matilde cattura lo spirito che anima i luoghi in cui sorge, la verde campagna canavesana, nel felice connubio tra arte e natura. E lo fa sottolineando e amplificando quella quiete in cui sono immerse le 43 camere di questa dimora nobiliare che fu la villa di campagna dell’industriale torinese, il conte Ernesto Bocca, e che dal 2004, data dell’apertura alla clientela, accresce il bouquet dell’offerta alberghiera del gruppo di famiglia Sina. Da un lato il parco con le piante secolari: la magnolia, il cedro del Libano, il faggio e i platani, uno dei quali spicca maestoso oltre i 36 metri. E insieme a loro, le coltivazioni di mele, frutti di bosco, di uva e lavanda.
Da poco si è conclusa la “Tre giorni per il giardino” nello scenario del bellissimo (e vicino) Castello di Masino, gioiello del FAI, che ha ospitato – e ospiterà di nuovo alla fine di settembre – oltre 140 vivaisti, italiani e stranieri, che hanno presentato il meglio delle loro collezioni. Ma anche l’Accademia del Ricercare, impegnata nella valorizzazione della musica barocca, ha da alcuni anni scelto il paese in cui sorge Villa Matilde – Romano Canavese (TO) – quale luogo di elezione in cui ogni estate (quest’anno dal 27 luglio al 1 agosto) far risuonare le armonie e le melodie dal fascino antico. Naturale, dunque, che tale fascino si trasmetta anche agli ambienti della Villa. Contagiando piacevolmente, poi, la sua offerta gastronomica.
Mobili antichi e preziose stoffe, pareti dai colori tenui, grandi vetrate, maestosi tendaggi: dal grande salone dove è bello sostare ci si rifugia nelle eleganti camere sparse tra la villa, l’orangerie, la colombaia, la tinaia e le scuderie. Ed è proprio nelle vecchie Scuderie che è stato ricavato l’omonimo ristorante gourmet, guidato dallo chef Ivan Bartuccio, il cui restyling vale di suo la sosta: le mangiatoie sono state trasformate in oggetti d’arredo e i vecchi box dei cavalli sono oggi gli inediti separé tra intimi tavoli da cui avvicinare le suggestioni della cucina di questo chef trentaquattrenne nato in Calabria a Palmi, ma giunto in Piemonte a pochi mesi d’età.
«E la mia del resto è una cucina in tutto e per tutto piemontese, rispettosa della sua grande tradizione, penso a una salsa che amo come il bagnet verd (il bagnetto verde, ndr) ma anche agli altrettanto amati antipasti, così come ai risotti» spiega Ivan che proprio su questi ultimi non nasconde il debito di riconoscenza verso uno dei suoi maestri: Angelo Silvestro, chef del Balin di Livorno Ferraris (VC) con il quale lavorò anche nel ristorante che “il Balin” aprì in Asia a Bangkok. «E con uno chef giapponese – prosegue Bartuccio – ho poi cucinato fianco a fianco per alcuni mesi nel ristorante di un altro prestigioso hotel del gruppo Sina, il Villa Medici di Firenze, aprendomi a nuove suggestioni: mi interessa molto lavorare sulle verdure, amo i dessert sia quelli con l’ingrediente piemontese per eccellenza – la nocciola – ma anche quelli con la frutta. Sto cercando di eliminare sempre più il glutine dalla mia cucina e sono attento alle tematiche che riguardano l’eco-sostenibilità».
Si sorseggia un “Milano-Torino 1958”, cocktail preferito dal fondatore e dalla moglie, la contessa Ida Visconti, che con un mix di vermouth e Campari celebra l’unione tra i due rami della famiglia, quello lombardo e piemontese. Si comincia il menù con il vitello tonnato e la battuta di carne cruda con fonduta di toma della Valchiusella. È il turno degli agnolotti del plin al burro e salvia. Quindi le carni dalla lunga cottura e cucinate a bassa temperatura: lo stracotto di manzo al barbera. Chiusura in dolcezza con il bònet della tradizione. Si beve bene, piemontese com’è giusto, per un conto onesto (il menu degustazione con vini e bevande viene proposto a 50 euro) in una residenza d’epoca in cui vivere le suggestioni di un mondo d’altri tempi.

SINA VILLA MATILDE
Viale Marconi 29 – 10090 Romano Canavese (TO), Italy

Tel. +39 012 5639290
Fax +39 012 5712659
Mail: sinavillamatilde@sinahotels.com
Web: www.sinahotels.com/it/sina-villa-matilde-torino/

Testo di Giovanni Caldara
Foto cortesia di Sina Villa Matilde e di Giovanni Caldara
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