4 domande a Chiara Condello

Abbiamo incontrato Chiara Condello, responsabile di cantina e titolare delle vigne di Borgò Condé, scopriamo che cosa ci ha raccontato.
Responsabile di cantina e titolare delle vigne di Borgò Condé, a Predappio, la trentunenne Chiara Condello è una fiera sostenitrice del Sangiovese e una vignaiola con buone idee e una discreta dose di intraprendenza. Da provare i vini della casa, ma soprattutto il Le Lucciole, la Riserva che, non a caso, lei firma con il suo nome. Tra una degustazione, una sosta al ristorante e la visita al resort (qui ci si ferma anche a dormire volendo), ecco cosa ci ha raccontato…

La tenuta Borgo Condé è un progetto piuttosto recente ma ambizioso che mette insieme vigne, ospitalità e ristorazione. Quali sono gli obiettivi?

“Il nostro obiettivo principale quello è di far riscoprire la tradizione del Sangiovese di Predappio, che sulle nostre colline trova la propria culla. Noi vorremmo che la riscoperta di questa denominazione così importante passasse anche attraverso la bellezza dei luoghi nei quali il vino è prodotto, colline abbracciate dalle Foreste Casentinesi ed dal mare Adriatico, dove i borghi, l’arte ed i mestieri sono vivi e si respira l’unicità di una terra per secoli contesa, ma sempre ospitale. Da tutto questo nasce l’idea di unire l’ospitalità alla cantina, per permettere di vivere un’esperienza completa intorno al vino.”

Il Sangiovese di Romagna, che rappresenta la grande maggioranza delle vigne, non ha mai avuto negli anni una reputazione al pari di altri vitigni italiani celebri. Come mai e cosa si sta facendo per riqualificarne l’immagine?

“Io credo che il problema della poca o errata conoscenza della nostra denominazione sia stato per anni legato a motivazioni storiche e socio-economiche della regione: a partire dagli anni 50 la riviera romagnola è stata un polo di attrazione forte per chi viveva nelle nostre campagne che di conseguenza sono state in parte abbandonate. Le nuove generazioni hanno invece chiaro il valore della terra ed il potenziale delle nostre colline e stanno facendo molto per riqualificare il territorio. Negli ultimi 5 anni io stessa ho visto moltissimi cambiamenti, con la denominazione Predappio in forte crescita e un grande interesse sui mercati per i vini legati a questo territorio. Le esportazioni aumentano così come i prezzi medi delle bottiglie e anche il valore dei terreni. Io penso che l’inizio di un nuovo cammino sia già stato intrapreso.”

In un mondo a prevalenza maschile quali sono le difficoltà maggiori incontrate vista la tua giovane età?

“Io sono stata fortunata perché la mia giovane età non è mai stata un limite, ma un’opportunità: tanti produttori con molta più esperienza di me si sono dimostrati disponibili ad insegnarmi e a darmi preziosi consigli.. Crescendo le mie idee sono sempre più chiare ma non dimentico mai chi all’inizio mi ha aiutato a trovare il mio spazio nel mondo del vino.”

Lasciando perdere per un attimo i vini della casa, e quelli che firmi con nome e cognome, quali sono le tue preferenze enologiche girando in Italia o all’estero?

“I vini che preferisco sono quelli capaci di emozionarmi e non ho una lista. Di solito per me il coup de coeur è legato sicuramente al Sangiovese ma anche al Nebbiolo, al Pinot nero, al Nerello Mascalese, a qualche vecchio Riesling.. E potrei citarne altri…”
Testo di Gualtiero Spotti
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