Quando il benessere è sostenibile: la scommessa (vinta) della Cascina Caremma

Un turismo in sintonia con le aspettative più urgenti.

A oltre cinquant’anni di distanza da una delle stagioni più effervescenti e insieme controverse, quale fu senza dubbio il Sessantotto, è singolare notare come tra gli ideali che non si sono dispersi, ma che, anzi, hanno attecchito mettendo radici, vi sia quello della salvaguardia del nostro ecosistema, impegno che ancora oggi interroga una sensibilità – questo il punto – che incontra l’interesse spiccato proprio dei giovani. Lo dimostrano le recenti “marce per il clima”, animate dalla sedicenne attivista svedese Greta Thunberg: al netto delle numerose critiche raccolte, l’urgenza di preservare dalle minacce che lo sconvolgono il pianeta terra pare essere un tema destinato a un impegno in prima persona con stili di vita consapevoli, conseguenti e insieme più esigenti. E così anche in un campo sempre in grande spolvero come quello dell’accoglienza turistica, alla Cascina Caremma, di cui ci occupiamo, tocchiamo con mano quel progetto che viene da lontano – dagli inizi cioè degli anni novanta quando quest’avventura per mano dell’imprenditore Gabriele Corti è sbocciata – e che prevede l’immersione integrale del cliente in un mondo tanto a misura d’uomo che in armonia con la natura.

Il lusso per non essere identificato come pacchiano o cafone e dunque indesiderato richiede oggi di vivere un’esperienza che di esclusivo ha soprattutto il tempo speso a nutrire qualcosa d’importante. E con una scommessa vinta – testimoniata dall’incessante afflusso di visitatori – Gabriele Corti orientò un giorno la Cascina Caremma secondo quella direzione che, visitandola, avrebbe «risvegliato quella parte di contadino che c’è in ognuno di noi». Siamo nel parco del Ticino, a due passi dall’importante abbazia cistercense di Morimondo e a soli una trentina di chilometri da Milano, in una tipica cascina lombarda che fino agli anni settanta del novecento fu di proprietà di una delle famiglie milanesi più eminenti, i Visconti di Modrone.

L’immersione nella vita agricola intende rappresentare la scoperta di un passato, ormai distante per ogni abitante della città, che contiene tuttavia spunti fecondi di futuro. Nei mesi di marzo e di aprile, per il 22° anno, le sere di giovedì del ristorante dell’agriturismo sono dedicate all’alimento povero e semplice per antonomiasia, il pane. La cena/laboratorio “Festa del Pane” (al costo di 39€) consente d’imparare a impastare, modellare e cuocere il pane nel grande forno a legna del 1600. Attorno alla Cascina i campi di riso, orzo, frumento, segale e granoturco invitano a una riposante passeggiata anche con le biciclette messe a disposizione dall’agriturismo. Le siepi e i filari di piante autoctone posti tra un campo e l’altro servono a riqualificare la biodiversità. Perché è sposando sin dagli inizi il credo di Slow Food – «ridare dignità alla cultura del cibo» – che una certa idea rispettosa e sostenibile di agricoltura è all’origine di quei piatti che nel tempo si sono guadagnati lo status di classici: dal lardo pestato con le erbe, la crema di gorgonzola, i risotti alle erbe del Parco, la cassoeula (leggermente) rivisitata, i salumi e gli insaccati. Per questo tra le camere della struttura e la bella Spa – inaugurata nel 2005 – il sogno di un benessere sostenibile è divenuto realtà e insieme modello di turismo in sintonia con le nostre coscienze inquiete.

CASCINA CAREMMA
Via Cascina Caremma 2
20080 Besate (MI)
Tel. 02 905 0020

www.caremma.com

Testo di Giovanni Caldara
Forse ti può interessare anche